Che accade ai matrimoni già celebrati tra persone dello stesso sesso, se passa la Proposizione 8?

1 Novembre, 2008 at 7:12 pm | In News | Leave a Comment
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Votando la Proposizione 8, i californiani decideranno se alle 12:01 di mercoledì esisterà ancora il diritto di sposarsi per i partner dello stesso sesso. Quel che è meno chiaro è l’impatto che ciò potrebbe avere sulle circa 16.000 coppie gay e lesbiche che si sono sposate dal mese di giugno.

Un importante pezzo di carta

Già Partner registrati da cinque anni, essi si sono considerati sposati da molto tempo prima che ciò venisse permesso dallo Stato, dice il sig. Wetherbee, 31 anni. Anche se passa la Proposizione 8, dice, “Io conserverò il mio pezzo di carta incorniciato sul muro”.

Se gli elettori della California approvassero la Prop. 8, il peso giuridico di tale pezzo di carta, e di migliaia di altri, dovrà essere stabilito dai Tribunali.

Circa 16.000 coppie dello stesso sesso si sono sposati dalla metà di giugno, secondo l’Istituto WILLIAMS per il diritto dell’orientamento sessuale e delle politiche pubbliche, presso la facoltà di diritto della UCLA (Università della California). Quasi un terzo dei matrimoni si sono svolti nel corso degli ultimi due mesi.

A San Francisco, l’ufficio dei matrimoni dice che 971 coppie dello stesso sesso hanno fatto richiesta di ottenere la licenza matrimoniale nelle due settimane prima delle elezioni. Questo numero è circa il doppio della media che si è avuta sin dalle ultime due settimane di giugno, quando 1.071 coppie ne fecero richiesta.

L’iniziativa che potrebbe annullare questi matrimoni è la proposta di un emendamento costituzionale che dichiara che “solo il matrimonio tra un uomo e una donna è valido o riconosciuto in California.”

La Prop. 8 non afferma esplicitamente che avrà applicazione retroattiva, annullando i matrimoni tra persone dello stesso sesso già celebrati. Ma la sua formulazione – dicendo che solo matrimoni tra persone di sesso opposto possono essere riconosciuti in California – indica che si è inteso negare il riconoscimento a tutti i matrimoni tra le persone dello stesso sesso, compresi quelli che erano validi legalmente prima delle elezioni.

Tale interpretazione trova sostegno nelle argomentazioni del Sì al referendum n. 8, che ritengono che la misura permetterebbe allo Stato di riconoscere solo matrimoni maschio-femmina, “indipendentemente dal quando o dove sono stati celebrati.”

Tuttavia, molti osservatori giuridici hanno previsto che pur passando la Prop. 8, i matrimoni sarebbero confermati dai giudici della stessa Corte che li ha autorizzati. Questo punto di vista è condiviso dall’avvocato generale dello Stato, Jerry Brown, il cui ufficio rappresenterebbe lo Stato in qualsiasi azione legale che riguarda la proposizione referendaria.

“Mi sembra che la Corte, nell’esaminare la questione sotto il profilo dell’equità, molto probabilmente concluderebbe che il mantenimento dei matrimoni effettuati in tale intervallo (prima delle elezioni) sarebbe un equo risultato”, ha detto Brown nel mese di agosto.

Jane Schacter, docente di diritto dell’università di Stanford, ha detto che la questione non è chiara, ma pensa che la Corte sarebbe riluttante a revocare il diritto di sposarsi dopo che il matrimonio è stato fatto. Il motivo principale, ha detto, è che spesso le coppie di neo sposi fanno affidamento sul loro stato civile di coppia sposata per intraprendere azioni che altrimenti avrebbero rinviato – come adottare o avere figli, contrarre un mutuo, acquistare una casa.

“Vogliamo dire alle coppie che, quando si sposano, possono contare sul fatto di essere sposati”, ha detto Jane Schacter.

Il professor Jesse Choper della facoltà di legge dell’Univesità di Berkeley dice che la Corte potrebbe anche concludere che annullare retroattivamente un matrimonio violerebbe il principio del rispetto dei diritti accordati dalla legge al cittadino (right to due process of law) o violerebbe il divieto costituzionale di interferire sui contratti (constitutional ban on interference with contracts).

Anche il principale avvocato della campagna per il Sì alla Proposizione 8 ha rifiutato di prevedere che la Corte annullerebbe i matrimoni già contratti.

“Non credo che la legge sia chiara su questo”, ha affermato l’avvocato Andrew Pugno di Sacramento. Egli sostiene che la posizione di Brown (avvocato generale dello Stato) e l’evidente simpatia della Corte suprema verso il matrimonio tra persone dello stesso sesso potrebbero influenzare il destino di questi matrimoni.

La Corte accusata di aver creato confusione

Il portavoce della campagna Chip White si è rifiutato di dire se gli sponsor della Proposizione 8 chiederebbero ai tribunali di far decadere i matrimoni. Tuttavia, dice che qualsiasi confusione circa lo status dei matrimoni celebrati è responsabilità della Corte suprema dello Stato per il rifiuto di rinviare l’effetto della sua decisione fino a dopo le elezioni, e “i tribunali dovranno ora fare i conti con questa situazione.”

Un professore di diritto che sostiene con forza i matrimoni dello stesso sesso ritiene, invece, che la Prop. 8 inficerebbe tutti questi matrimoni celebrati in California.

“Vi è un inquietante grado di compiacenza che molte persone (gay e lesbiche) sembrano avere sulla sicurezza dei loro matrimoni”, ha affermato Kenji Yoshino, che insegna diritto costituzionale presso la New York University. Anche se sarebbe ingiusto annullare il matrimonio di coppie che hanno aspettato per anni la possibilità di sposarsi, ha detto, “solo perché qualcosa sembra profondamente ingiusto non significa che è incostituzionale”.

Yoshino dice che i tribunali federali hanno stabilito che il divieto costituzionale contro l’interferenza del governo nei contratti non si applica al matrimonio. Ha anche affermato che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito nel 1994 che in un caso che non riguarda il diritto penale, uno Stato non ha bisogno di grandi giustificazioni per abrogare retroattivamente diritti individuali che sono stati in vigore per un periodo relativamente breve.

E anche se la Corte suprema della California potrebbe essere incline a mantenere in essere i matrimoni, ha detto Yoshino, qualsiasi decisione sarebbe probabilmente basata sulla Costituzione americana, sulla quale la Corte suprema degli Stati Uniti ha l’ultima parola.

Pronti ad ogni risultato

Al municipio, il sig. Wetherbee, compilando la sua domanda di licenza matrimoniale, dice che si augura che gli elettori lascino intatto il suo matrimonio. Ma almeno per quanto riguarda il suo rapporto col sig. Melena, afferma, non importa se davvero la Prop. 8 passa e riscrive la legge con effetto retroattivo.

In fondo al corridoio, Karen Peper e Sue Gerrity, che sono arrivati in volo da Farmington Hills, Michigan, per ottenere la benedizione legale della California per i loro 17 anni di relazione, dicono che sono preparati per qualsiasi verdetto che verrà dagli elettori e dai tribunali.

In Michigan, che non riconosce né le partnership registrate, né il matrimonio per coppie dello stesso sesso, “la gente mi chiede se mi sono sposato“, dice Peper, uno psicologo di 52 anni. “Io dico sì, indipendentemente dalla Prop. 8“.

(traduzione di Antonio ROTELLI)

Fonte. Leggi l’articolo in lingua originale

5×1000, una mano contro l’omofobia

21 Aprile, 2008 at 3:03 pm | In News | Leave a Comment
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5×1000, una mano contro l’omofobia

Nel 2006 Arcigay ha chiesto aiuto per poter realizzare una campagna nazionale per il rispetto delle persone omosessuali. Per questo abbiamo chiesto di devolvere il 5×1000 nella propria dichiarazione dei redditi ad Arcigay, anziché ad altre realtà. Abbiamo scelto di individuare un progetto concreto cui vincolare le donazioni dei contribuenti, per gestirle con la massima trasparenza. Ci siamo impegnati a realizzare la campagna a prescindere dai soldi ricevuti (ovviamente, maggiori sono le risorse e più estesa ed articolata può essere la campagna) e a dare pubblicamente conto dell’andamento della raccolta e dell’impiego dei soldi.

È con piacere che condividiamo con voi le informazioni pervenuteci dall’agenzia delle entrate e che ognuno può verifica sul sito dell’agenzia (www.agenziaentrate.it). Nel 2006 ben 525 persone, che ringraziamo di cuore, hanno indicato Arcigay come beneficiaria del 5×1000, per un totale di 17.195,36 euro.

Da un articolo apparso sul Sole24ore pare, ma il “se” è d’obbligo, che il 5×1000 del 2006 verrà distribuito ai beneficiari entro giugno 2008, mentre quello del 2007 entro dicembre 2008. Speriamo che sia così perché questo ci permetterebbe di realizzare una campagna molto più efficace.

Per parte nostra abbiamo accantonato in un fondo dedicato 10.000 euro (come si può vedere dal bilancio del 2006 pubblicato nel numero 12 di Pegaso), in modo che la campagna possa contare su un totale di circa 27,000 euro.

Abbiamo deciso di partire lanciando un bando aperto a tutte e tutti per la realizzazione della campagna che include depliant, cartoline, manifesti standard per un’ampia diffusione e manifesti 3mx5m da affiggere in almeno 4 città.

Il tema della campagna è la lotta all’omofobia e la promozione della visibilità, infatti la visibilità è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per combattere l’omofobia. Le proposte di slogan, immagini e grafica vanno fatti pervenire entro il 10 maggio 2008 a

5×1000@arcigay.it

Una giuria selezionata, di cui faranno parte tra gli altri i componenti della Segreteria di Arcigay, selezionerà le migliori tra le proposte pervenute che verranno poi presentate il 17 maggio 2008, giornata mondiale contro l’omofobia, sul sito di Arcigay dove tutti i gay e le lesbiche potranno scegliere la campagna che più li convince. I dettagli del bando sono presto reperibili su questa pagina web.

Per il 2008 chiediamo ancora di scegliere Arcigay per il 5×1000, per estendere ad altre città la campagna contro l’omofobia e per aiutarci a far partire un numero unico nazionale di denuncia delle discriminazioni e di assistenza.

Anche se non si hanno redditi è importante dare un’indicazione, perché conterà comunque nella ripartizione finale. In questo modo anche chi non ha un reddito, senza nessuno sforzo e senza nessun costo, può contribuire!

Per devolvere il proprio 5×1000 a questi due progetti di Arcigay (campagna contro l’omofobia e numero unico antidiscriminazioni) è sufficiente firmare e scrivere il codice fiscale dell’associazione, 92017780377, nello spazio predisposto dell’apposita scheda da allegare alla dichiarazione dei redditi (modello 730, Unico), o da portare, per chi non faccia la dichiarazione, in posta o in banca (modello Cud).

Non c’è bisogno di scrivere il nome Arcigay, è sufficiente il codice fiscale.

92017780377

Incendio al Coming Out di Roma

19 Febbraio, 2008 at 1:04 pm | In News | Leave a Comment
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comginoutromabase.jpg Dobbiamo purtroppo rilevare come gli episodi d’intimidazione omofoba continuino ad imperversare in tutto il paese, senza un’adeguata reazione da parte delle istituzioni e partiti. Putroppo in Italia una vera lotta contro l’omofobia non è mai iniziata a causa delle interdizioni della gerarchia vaticana e delle loro emanazioni politiche presenti in quasi tutti i partiti di centro sinistra e di centro destra.

La cruda realtà è che se altre minoranze fossero state colpite come quella gay negli ultimi tre anni, assisteremmo ad una gara sui mass media e nelle aule istituzionali per trovare strumenti adatti di prevenzione, d’azione culturale e sociale, e di repressione.

Invece siccome si tratta di gay, lesbiche, transessuali, sono sufficienti blande e scontate solidarietà, cui però non segue alcun’iniziativa concreta.

Denunciamo pubblicamente che la responsabilità di questo clima e di questo disinteresse ricade totalmente sulla classe politica italiana, sempre pronta ad indignarsi rispetto ad altre vicende, ma assolutamente insensibile e cinica, ritenendo gli attacchi, le violenze, le discriminazioni nei nostri confronti, come inevitabile reazione alla nostra aumentata visibilità e forza sociale.

Esprimiamo alle gestrici del Coming Out la nostra piena solidarietà ed impegno, affinché un’esperienza come quella della piccola Gay Street di Roma possa continuare ad esistere.

Ci uniamo alla mobilitazione promossa dall’Arcigay di Roma per venerdì 22 febbraio sera e, chiediamo, a questo governo, seppur limitato nelle competenze, di battere finalmente un colpo.

Infine c’incuriosisce sapere cosa avrà da dire il neo candidato a Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, che ha, come il suo predecessore una parola buona per tutti, ma che sulla cittadinanza gay, si è prodotto in questi anni in diversi atti concreti di discriminazione politica e culturale.

Aurelio Mancuso
Presidente nazionale Arcigay

***

Venerdì 22 febbraio 2008
Ore 22.30

Sit In di solidarietà presso la Gay Street
Via San Giovanni in Laterano – ROMA

ADESIONI
roma@arcigay.it

Le foto dell’incendio su Repubblica.it

SOS BULLISMO

18 Febbraio, 2008 at 2:36 pm | In News | Leave a Comment
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Andrea: “Vorrei fare il ballerino”
I compagni lo pestano: “Provaci ora”

Torino, un ragazzino di 13 anni scrive un tema in classe sulla sua passione per la danza e viene punito da due bulli violenti. La madre: “Lo picchiano spesso, gli hanno anche infilato la testa nel gabinetto”

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Roma, 17 febbraio 2008 – Viene picchiato da due bulli perchè vuole fare il ballerino. È la storia di Andrea, un ragazzino di 13 anni che come il protagonista del film ‘Billy Elliot’ ha una grande passione per la danza. Andrea, si legge su ‘La Stampà, frequenta la seconda media in un paese della cintura di Torino ed è stato preso a calci e pugni alle gambe e alle ginocchia da due suoi compagni di classe, proprio perchè invece di tirare calci al pallone, ama ballare.
In un tema Andrea ha raccontato la sua passione: “Vedevo i ballerini della mia scuola eseguire i ‘pas de chat’ i ‘double tour en l’air’ e altri passi molto complicati e rabbrividivo. Si muovevano e saltavano in modo impressionante: erano fantastici”.

Il tema ha fatto il giro della classe. Lo hanno letto quasi tutti i suoi compagni, qualcuno si è complimentato con lui, ma c’è stato anche chi invece ha approfittato per sfotterlo e due suoi compagni lo hanno picchiato per questo. “Lo hanno insultato, umiliato sfottendolo in modo pesante per quella sua passione così poco usuale tra i ragazzini – si legge su ‘La Stampà – ‘E adesso prova a ballare se ci riesci”.
“Andrea da quel giorno è bloccato a casa – continua il quotidiano – ha le gambe fasciate e il medico che l’ha visitato parla di lesioni ai legamenti del ginocchio sinistro e di ematomi al quadricipite destro. Succede da sempre – ha raccontato la madre – ci sono due ragazzi che fanno i furbi con lui. Sapesse quante volte lo hanno picchiato. Lo scorso anno gli hanno anche infilato la testa nel gabinetto”, ha detto la madre che ha presentato anche una denuncia ai carabinieri.

http://qn.quotidiano.net/2008/02/17/65370-andrea_vorrei_fare_ballerino.shtml

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